Mattmark, 61 anni dopo: un Memoriale per una tragedia che non si deve dimenticare

Il 30 agosto 1965 il ghiaccio travolse 88 lavoratori, 56 dei quali italiani. A 61 anni da quella tragedia, Mattmark continua a interrogare la coscienza dell’Europa e a ricordare il sacrificio di una generazione di emigranti.

Una gigantesca massa di ghiaccio e detriti si staccò dal ghiacciaio dell’Allalin e precipitò sul cantiere della diga di Mattmark. Erano circa le 17.15 quando oltre due milioni di metri cubi di materiale travolsero in pochi istanti il cantiere, le baracche e gli spazi dove gli operai stavano lavorando e riposando. Il bilancio fu drammatico: 88 lavoratori persero la vita, 56 dei quali italiani.

A distanza di 61 anni, quella ferita non si è rimarginata. Mattmark continua a porre interrogativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sulle responsabilità e, soprattutto, sul valore della vita umana quando il progresso e le esigenze della produzione sembrano prevalere sulla tutela di chi lavora.

Una giornata nel segno della memoria

Sabato 29 agosto 2026, alla vigilia dell’anniversario della tragedia, Saas-Grund ha ospitato la solenne commemorazione e l’inaugurazione del nuovo Memoriale di Mattmark, promosso dall’Associazione ItaliaValais e dal Comitato ad hoc “Mattmark 2025”, con il sostegno delle istituzioni italiane e svizzere.

La giornata si è aperta con la Santa Messa commemorativa, celebrata dal Vescovo di Sion, monsignor Jean-Marie Lovey, seguita dalla benedizione delle corone in memoria delle vittime.

Particolarmente significativo è stato il momento dell’inaugurazione del nuovo Memoriale, realizzato come luogo permanente della memoria. Il progetto comprende il monumento commemorativo, una targa con i nomi delle vittime e una mostra permanente con fotografie, filmati, documenti e materiali storici che permettono di conoscere e approfondire la tragedia di Mattmark.

Proprio in occasione dell’anniversario, sabato 29 agosto 2026 è stato inaugurato il nuovo Memoriale di Mattmark, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni svizzere e italiane e delle comunità che, nel corso degli anni, hanno custodito il ricordo delle vittime. L’iniziativa è promossa dall’Associazione ItaliaValais e dal Comitato ad hoc “Mattmark 2025”. Tra gli interventi figurano anche quelli del Presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, della dott.ssa Miranda Fidelbo, in rappresentanza della Console generale d’Italia a Ginevra, Nicoletta Piccirillo, del responsabile cantonale della cultura del Vallese, in rappresentanza del Consiglio di Stato, Alain Dubois, del Primo Consigliere dell’Ambasciata d’Italia in Svizzera, Lorenzo Kluzer e dell’onorevole Toni Ricciardi, presidente del Gruppo interparlamentare Italia-Svizzera.

Anche le associazioni italiane presenti

Alla commemorazione non è mancata la presenza di tante associazioni italiane, che da anni contribuiscono a mantenere vivo il ricordo delle vittime.

Tra le bandiere che hanno accompagnato la cerimonia hanno sventolato anche quelle dell’Unione Nazionale Decorati Italiani in Svizzera (UNDIS), portata dal Maestro del Lavoro Antonio Folino, e della Società delle Associazioni Italiane di Ginevra (SAIG), portata da Domenico Andaloro. Presente inoltre Michele Scala, Presidente dell’InterComites Svizzera e del Com.It.Es. di Losanna VD e VS e, Per il Com.It.Es. di Ginevra, il Vicepresidente, Dario Natale.

Una presenza che assume un significato particolare: le associazioni degli italiani all’estero non sono soltanto realtà impegnate nel presente, ma custodiscono anche la memoria di una storia fatta di sacrifici, lavoro, emigrazione e integrazione.

La memoria come responsabilità

La tragedia di Mattmark non appartiene soltanto alla storia. Appartiene alla memoria collettiva degli italiani e degli svizzeri e, soprattutto, alle nuove generazioni. Per questo il nuovo Memoriale assume un valore che va oltre la semplice commemorazione. È un luogo nel quale il passato può continuare a parlare al presente. Un luogo nel quale i nomi delle vittime non sono soltanto incisi su una targa, ma diventano testimonianza di una storia che non può essere dimenticata.

Tutto ciò è stato possibile grazie alla determinazione e all’impegno di Domenico Mesiano e dei membri dell’organizzazione che, negli anni, hanno lavorato affinché la tragedia di Mattmark avesse finalmente un luogo permanente della memoria.

A 61 anni di distanza, il ghiaccio dell’Allalin non è più soltanto il simbolo di una tragedia. Mattmark è diventato un monito: nessun progresso può avere un valore autentico se il prezzo da pagare è la vita di chi lavora.

Ricordare Mattmark significa ricordare quegli uomini e quelle donne.
Significa dare un volto alla loro storia.

Significa, soprattutto, impedire che il tempo cancelli ciò che la memoria ha il dovere di conservare.

Avec l'appui de la Ville de Genève ( Département de la Cohésion Sociale et de la solidarieté)

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