Il Com.It.Es. di Ginevra, da sempre attento alle esigenze e alle tematiche che interessano tutte le fasce d’età della comunità italiana residente nel Cantone, promuove un momento di approfondimento e confronto dedicato a uno dei temi più attuali e significativi del nostro tempo: l’intelligenza artificiale.
In occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, negli spazi di Uni Mail dell’Università di Ginevra si è tenuta la conferenza divulgativa L’italiano e le sue varietà nell’intelligenza artificiale, presentata dal Prof. Giuseppe Samo, professore di chiara fama all’Università di Lingua e Cultura di Pechino e collaboratore esterno per l’Università di Ginevra. L’iniziativa del Comites di Ginevra in collaborazione con Università di Ginevra, Facoltà di traduzione e interpretazione, è stata introdotta dalla presidente dei Comites di Ginevra, Laura Facini, che ha offerto al pubblico un’occasione per riflettere sul rapporto tra le nuove tecnologie, la lingua italiana e la ricchezza delle sue varietà.
La conferenza si è aperta con alcuni riferimenti agli automi nella storia della letteratura e del cinema di fantascienza, evocando l’antico interesse dell’essere umano per le macchine capaci di riprodurre comportamenti e abilità umane, con un riferimento alla tradizione letteraria e cinematografica italiana. Da questa prospettiva storica, Samo è passato alle tecnologie contemporanee, concentrandosi sui modelli linguistici di grandi dimensioni, noti come LLM (Large Language Models), alla base di strumenti sempre più diffusi come ChatGPT e Claude.
La prima parte dell’intervento ha illustrato, con un approccio accessibile anche ai non specialisti, i principi fondamentali di questi modelli e il loro funzionamento nella generazione del linguaggio. In particolare, Samo si è soffermato a discutere i dati di addestramento e di come questi giochino un ruolo fondamentale.
La seconda parte si è concentrata invece sull’italiano sintetico, ovvero l’italiano prodotto dai modelli di intelligenza artificiale generativa, e sul modo in cui questi sistemi riproducono la lingua italiana e le sue varietà. Attraverso alcuni esempi e risultati di ricerca, Samo ha mostrato come lo studio dei testi generati dall’intelligenza artificiale permetta di indagare le caratteristiche linguistiche di questi sistemi e di confrontare l’italiano prodotto artificialmente con quello utilizzato dai parlanti, includendo anche varietà linguistiche parlate in Italia, tra cui il napoletano.
L’obiettivo è comprendere quali aspetti della diversità linguistica siano rappresentati dai modelli di intelligenza artificiale e in che misura questi sistemi riescano a interpretare le caratteristiche delle diverse lingue e varietà regionali. Un tema particolarmente significativo nel contesto della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata alla promozione e alla valorizzazione dell’italiano al di fuori dei confini nazionali.
Alla presentazione è seguito un vivace momento di confronto con il pubblico, ricco di domande e riflessioni sull’impiego dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana e professionale, con particolare attenzione al mondo del lavoro e alla traduzione. La discussione è stata moderata dalla professoressa Annarita Felici dell’Università di Ginevra della Facoltà di traduzione e interpretazione, che è intervenuta approfondendo anche il tema della traduzione nei modelli generativi e le questioni che emergono quando si affidano alle nuove tecnologie compiti tradizionalmente legati alle competenze linguistiche umane.
Il dialogo è proseguito anche al termine della conferenza, durante l’aperitivo offerto dal Comites, che ha permesso ai partecipanti di continuare lo scambio di idee in un’atmosfera informale.
L’incontro ha mostrato come parlare di intelligenza artificiale significhi oggi interrogarsi anche sul futuro delle lingue, sulla loro rappresentazione nelle tecnologie digitali e sulla capacità di queste ultime di riconoscere la diversità linguistica. Una riflessione particolarmente attuale per una lingua come l’italiano ancora forte nel suo legame con le comunità italiane nel mondo.
Giunto ormai al termine del suo mandato, il Com.It.Es. di Ginevra ha dimostrato, nel corso di questi cinque anni, di saper ascoltare e comprendere la comunità italiana che rappresenta, cercando di individuarne gli interessi, le aspettative e le reali esigenze. Un lavoro che ha contribuito a gettare basi solide per il futuro, lasciando al prossimo Com.It.Es. un percorso avviato sul quale costruire nuove iniziative, consolidare i risultati raggiunti e migliorare ulteriormente la propria azione. Una sfida che dovrà tenere conto dei cambiamenti della società, delle esigenze delle nuove generazioni e delle opportunità offerte dall’innovazione, per continuare a essere un punto di riferimento concreto per tutta la comunità italiana.
La Redazione











