Situato nei pressi dell’aeroporto di Ginevra, il ristorante “La Gioconda” è conosciuto per la sua cucina, l’atmosfera accogliente e il richiamo ai sapori e alle tradizioni della gastronomia italiana, sempre più presenti nel suo menù.
Gestito dall’instancabile Nicola Cassella, insieme alla moglie Cristina, il ristorante ha saputo valorizzare la tradizione culinaria italiana, diventando un importante punto di riferimento per la comunità italiana e non solo.
Nel corso della sua carriera, Nicola Cassella ha dimostrato intraprendenza e passione per il settore della ristorazione, gestendo anche altri locali rinomati, tra cui “L’Europe” e la “Pizzeria Italia”, situata al Boulevard des Philosophes 4. Cuoco e pizzaiolo, ha dedicato anni di lavoro alla promozione della cucina italiana, contribuendo a diffonderne i sapori e la cultura anche in Svizzera.
Proprio per il suo impegno professionale e per il contributo offerto alla valorizzazione della gastronomia italiana a Ginevra, la SAIG (Società delle Associazioni Italiane di Ginevra) ha voluto conferirgli il Premio “Ciao Italia, ici Genève!”, riconoscendo il valore del suo percorso imprenditoriale e il suo legame con la tradizione culinaria del nostro Paese.
La redazione de La Notizia di Ginevra ha incontrato Nicola Cassella per conoscere più da vicino la storia di questo imprenditore, che, insieme a tanti altri ristoratori storici, ha contribuito a scrivere, nel corso dei decenni, una pagina importante della storia della cucina italiana a Ginevra.
Dalla provincia di Benevento a Ginevra: un percorso di vita e di lavoro. Come è nata la decisione di lasciare l’Italia e quali sono state le tappe più importanti del suo percorso professionale?
Ho lasciato l’Italia molto giovane, nel 1979, perché non vedevo un futuro che potesse soddisfarmi. Sono arrivato a Ginevra da solo, senza conoscere la lingua e con pochi conoscenti. Il sistema svizzero mi ha subito convinto e, passo dopo passo, ho costruito le basi per un futuro migliore.
Dopo essermi sposato, insieme a mia moglie e con un bambino di appena quattro mesi, abbiamo iniziato la nostra avventura imprenditoriale, affrontando molti sacrifici. Nel 1992 abbiamo aperto il ristorante L’Europe, seguito dalla Pizzeria Italia e dal Vesuvio, nel quartiere delle Eaux-Vives. Nel 2003 abbiamo rinnovato La Gioconda, trasformandola da una piccola pizzeria in un grande ristorante, con un menu variegato e tipicamente italiano, capace di soddisfare tutti i gusti.
Lei ha dedicato gran parte della sua vita alla ristorazione, lavorando come cuoco, pizzaiolo e imprenditore. Da dove nasce questa passione e quali valori della tradizione gastronomica italiana ha sempre voluto trasmettere?
La passione nasce fin da bambino. Figlio di agricoltori, dopo le scuole medie mi sono iscritto a una scuola alberghiera in provincia di Caserta. Arrivato a Ginevra, ho lavorato per un anno come manovale in una cementeria, prima di dedicarmi alla ristorazione.
I valori che cerco di trasmettere nascono dall’orgoglio di essere italiano e dal desiderio di far conoscere un’Italia autentica, ricca di tradizioni gastronomiche e prodotti di qualità.
Nel corso degli anni ha gestito diversi locali conosciuti a Ginevra, tra cui L’Europe, Pizzeria Italia e oggi La Gioconda. Quali sono state le maggiori sfide affrontate senza perdere la propria identità?
Provengo da una famiglia umile e l’umiltà mi ha sempre accompagnato. All’inizio il nostro obiettivo, mio e di mia moglie, era semplicemente riuscire a guadagnare uno stipendio per entrambi. Non avrei mai immaginato di raggiungere un successo così importante.
Abbiamo affrontato molte difficoltà, ma la passione, la determinazione e il sostegno reciproco ci hanno permesso di andare avanti. Con il tempo, tanti sacrifici sono stati ripagati.
Insieme a sua moglie Cristina, ha contribuito a fare de La Gioconda un luogo di incontro in cui la cucina italiana occupa un posto importante. Quanto conta mantenere vive le tradizioni culinarie italiane all’estero?
È fondamentale. Per molti italiani emigrati, ritrovare i sapori e i profumi della cucina di casa significa rivivere ricordi ed emozioni. Valorizzare le nostre tradizioni significa anche scegliere prodotti italiani di qualità e proporre ricette che raccontino la nostra cultura.
Gli italiani all’estero hanno contribuito molto alla diffusione della ristorazione italiana. Per me, mantenere autentiche le nostre tradizioni è un dovere, ma soprattutto un onore, perché attraverso la cucina possiamo far conoscere e apprezzare la ricchezza del nostro Paese.
La SAIG ha voluto premiarla per il suo percorso professionale e per il contributo alla valorizzazione della gastronomia italiana a Ginevra. Che significato ha per lei questo riconoscimento e quali obiettivi desidera ancora realizzare?
Ringrazio la SAIG per questo riconoscimento, che gratifica il lavoro svolto in tanti anni e la collaborazione che ci lega da tempo.
I nostri sogni restano gli stessi: continuare a migliorarci, con la forza e la fortuna di poterlo fare, e coinvolgere i nostri tre figli nelle attività imprenditoriali. Desideriamo trasmettere loro non soltanto il nostro mestiere, ma anche la storia dei sacrifici e della passione che ci hanno permesso di arrivare fin qui.
Carmelo Vaccaro











