Il primo anno di Marjorie de Chastonay all’esecutivo della Ville

Marjorie de Chastonay ha origini italiane: suo nonno materno era piemontese, la nonna siciliana. Esponente dei Verdi ginevrini, dal giugno 2025 siede nel Consiglio amministrativo della Città di Ginevra, dove guida il Dipartimento della pianificazione, delle costruzioni e della mobilità. A poco più di un anno dall’insediamento, e in vista del mandato da sindaca previsto per giugno 2027, le abbiamo chiesto di fare il punto sul lavoro svolto e sui principali progetti per la città.

Da quando è entrata in carica sono visibili numerosi cantieri. Quali sono oggi gli interventi principali del suo dipartimento e quando saranno completati?

Bisogna innanzitutto ricordare che non tutti i cantieri aperti in città dipendono dal Comune. Intervengono spesso altri soggetti pubblici e privati. Tra i nostri progetti, il cantiere edilizio più importante riguarda l’ultimo settore del nuovo quartiere della stazione di Eaux-Vives. Al piano inferiore troveranno spazio diverse strutture pubbliche, tra cui una sala di arrampicata e una piscina. Sopra, la Fondazione comunale per l’alloggio sociale realizzerà 150 appartamenti. La conclusione dei lavori è prevista per l’inizio del 2028.

Stiamo inoltre terminando una nuova scuola ai Vernets, che entrerà in funzione il prossimo anno, mentre al Mervelet abbiamo appena avviato la costruzione di un altro edificio scolastico, destinato ad aprire nell’autunno 2029.

Sul fronte della manutenzione urbana, il cantiere più importante è quello di rue de Carouge. L’intervento è nato dalla necessità dei Servizi industriali ginevrini (SIG) di sostituire un gasdotto ormai giunto alla fine del proprio ciclo di vita. La Città ha quindi deciso di cogliere l’occasione per riqualificare l’intera strada e piantare una sessantina di alberi. Anche i Trasporti pubblici ginevrini (TPG) adegueranno la linea tranviaria e stanno installando un nuovo sistema per ridurre i rumori del tram. I lavori termineranno, a seconda delle tratte, tra la fine di quest’anno e la prossima primavera.

Un altro progetto importante riguarda il quai des Vernets, destinato a diventare un tratto di voie verte. L’apertura avverrà progressivamente fino alla fine del 2027. Spero inoltre di poter avviare a novembre la trasformazione del parcheggio della pista di pattinaggio in un parco alberato.

È nel Consiglio amministrativo da poco più di un anno. Come ha vissuto il passaggio dal parlamento comunale e cantonale a un incarico esecutivo?

Ha costituito per me un vero cambiamento di vita. Prima svolgevo incarichi parlamentari insieme al mio lavoro di insegnante e all’attività associativa. Oggi il ruolo nell’esecutivo assorbe tutte le mie energie, direi al 300%, e di certo non ci si annoia. Grazie all’elezione ho riunito in un solo incarico molte delle esperienze maturate negli anni. Considero questa opportunità un grande privilegio ricevuto dalla popolazione, ma anche una responsabilità, perché le aspettative sono elevate e il ruolo comporta inoltre la partecipazione in diversi organismi esterni. Vengo dal territorio e voglio continuare a frequentarlo. Cerco quindi di trovare il tempo per andare nei cantieri, camminare per le strade e incontrare le persone anche nei luoghi della vita quotidiana.

L’energia è centrale nel suo dipartimento. Quali sono le priorità?

La Ville possiede circa 800 edifici e alimentarli richiede uno sforzo importante. Vogliamo aumentare la produzione fotovoltaica direttamente sugli immobili comunali e utilizzare sempre di più l’energia prodotta sul posto, fino ad arrivare progressivamente all’abbandono delle fonti fossili. Ridurre i consumi significa anche ridurre le spese. Un esempio è la regolazione dinamica del riscaldamento. Grazie a una migliore previsione delle condizioni meteorologiche e dell’effettivo utilizzo degli edifici possiamo risparmiare fino al 15 o 20% dell’energia.

Quali sistemi energetici intendete introdurre negli edifici comunali?

La soluzione cambia da un edificio all’altro. Il patrimonio della Città comprende immobili molto diversi tra loro e alcuni si trovano anche lontano dal territorio comunale. In determinate zone possiamo utilizzare il riscaldamento a legna, mentre nel centro cittadino sarebbe problematico a causa delle polveri sottili. In alcuni edifici esiste spazio sufficiente per installare pompe di calore. In altri casi dobbiamo invece attendere lo sviluppo della rete di teleriscaldamento dei SIG. La sua realizzazione comporta lavori molto importanti sulle strade e vogliamo approfittarne per migliorare anche gli spazi pubblici interessati. È uno degli aspetti interessanti del nostro dipartimento: riunisce gran parte delle professioni impegnate nella trasformazione della città. Questo permette di coordinare al meglio gli interventi, anche se rende il lavoro particolarmente complesso.

Quali progetti considera prioritari da qui alla fine della legislatura?

L’urbanistica richiede tempi lunghi e comporta molti imprevisti. Spesso si inaugurano opere avviate dal proprio predecessore e si lasciano ai successori progetti iniziati durante il proprio mandato. Sto dedicando molto tempo alla pedonalizzazione di Rive, alla quale ho voluto affiancare la ristrutturazione della Halle. Il progetto più importante resta però Cornavin, al quale la Città partecipa insieme al Cantone e alla Confederazione. Oltre all’ampliamento sotterraneo della stazione, verrà completamente ripensato lo spazio circostante. L’obiettivo è renderlo più gradevole e più verde e, allo stesso tempo, migliorare il trasporto locale. Né Rive né Cornavin saranno conclusi entro il 2030. Ma intendo ricandidarmi e continuare a seguirli.

Lei proviene anche dal mondo associativo. Quale ruolo vuole dare alle associazioni e agli abitanti nei progetti urbani?

Le associazioni hanno spesso il desiderio di partecipare direttamente ai progetti e io le incontro frequentemente. Per i professionisti significa rivedere alcune modalità di lavoro, ma il coinvolgimento degli abitanti aumenta le possibilità di ottenere interventi accettati dal quartiere e più vicini alle esigenze di chi vi abita. Ai Pâquis, per esempio, il progetto Croix-Verte nasce attraverso un percorso partecipativo al quale prende parte il tessuto associativo locale. Lo stesso principio sarà applicato alla Campagne Masset, acquistata dalla Città dopo il voto popolare dello scorso novembre. Gli abitanti del quartiere si sono battuti per quell’acquisizione e devono potersi riconoscere tanto nel futuro parco quanto nell’utilizzo della casa padronale.

Vegetazione urbana e adattamento climatico sono tra le sue priorità. Quali cambiamenti dovrebbero vedere gli abitanti nei prossimi anni?

Gli alberi sono i migliori climatizzatori della città. L’ondata di caldo appena trascorsa conferma quanto sia necessario aumentare il verde urbano. Il mio obiettivo è arrivare al 2030 in una Ginevra più verde. Questa estate ha però mostrato anche quanto rapidamente si possa perdere un albero quando le temperature diventano estreme.

Piantare alberi in città è più complicato di quanto sembri. Bisogna garantire spazio sufficiente per crescere, rispettare le distanze dagli edifici e tenere conto delle reti sotterranee. Serve inoltre mantenere gli accessi necessari ai pompieri e trovare soluzioni adatte agli ambienti stradali. Conto anche sul sostegno del Cantone, sia per le autorizzazioni sia per i finanziamenti previsti dalla legge sul Clima urbano.

La questione va oltre l’adattamento alle temperature. Migliorare la qualità dello spazio urbano è indispensabile anche per rendere possibile la densificazione della città. La Confederazione ci chiede infatti di costruire maggiormente all’interno delle aree già urbanizzate, così da preservare gli spazi naturali. È un processo complesso, ma dobbiamo avanzare in questa direzione. Il lavoro è appassionante e ringrazio la SAIG per avermi dato l’opportunità di raccontarlo.

Matteo Galasso per “La Notizia di Ginevra”

Foto: Nils Ackermann – Lundi13

Avec l'appui de la Ville de Genève ( Département de la Cohésion Sociale et de la solidarieté)

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