Il Premio “Ciao Italia, ici Genève!” al Ristorante “La Favola” di Giuseppe Bove

Nel cuore della Vieille-Ville di Ginevra, a pochi passi dai luoghi simbolo della vita istituzionale e politica del Cantone, si trova un angolo di autentica italianità. È il Ristorante “La Favola”, guidato da Giuseppe Bove, un locale che negli anni ha saputo conquistare una clientela affezionata grazie a una cucina profondamente legata alla tradizione italiana e alla qualità delle materie prime.

“La Favola” rappresenta una presenza italiana particolarmente significativa nel centro storico ginevrino, in una zona frequentata quotidianamente da residenti, turisti, professionisti e rappresentanti delle istituzioni. Un luogo dove la cucina diventa anche uno strumento di incontro, convivialità e promozione della cultura italiana.

È proprio per questa capacità di valorizzare l’identità e la tradizione gastronomica italiana che la SAIG ha deciso di conferire al Ristorante “La Favola” il Premio “Ciao Italia, ici Genève!”, consegnato da Raffaele Porzio, Presidente del Club Napoli Genève “Raffaele Carrieri”, riconoscimento dedicato alle realtà della ristorazione che contribuiscono a mantenere viva e qualificata la presenza dell’italianità nel territorio ginevrino.

Abbiamo incontrato Giuseppe Bove a “La Favola” per conoscere più da vicino la sua storia, il suo percorso professionale e la filosofia che si trova dietro i suoi piatti.

Giuseppe, partiamo da te: come nasce la tua storia nel mondo della ristorazione e quando ha deciso di intraprendere questa avventura a Ginevra?

La cultura del cibo, del mangiare bene e del rispetto della materia prima mi è stata trasmessa, come credo sia accaduto a molti italiani, dalla mia famiglia. Nessuno dei miei familiari era professionista della ristorazione, ma osservando mia madre e le mie nonne cucinare ho scoperto quanto il cibo potesse rendere felici e soddisfatte le persone. È lì che ho capito cosa avrei voluto fare nella vita.

Ho iniziato così questo percorso, prima “rubando” con gli occhi, osservando e aiutando in cucina, poi iscrivendomi alla Scuola Alberghiera di Molfetta, una delle migliori in Puglia. Dopo gli studi ho lavorato e viaggiato in diverse parti d’Italia, cercando di imparare il più possibile e di costruire una mia idea di cucina. Dopo tanti anni sono diventato chef. Ma essere chef non significa essere arrivati: è, piuttosto, l’inizio di un percorso sempre nuovo.

A Ginevra sono arrivato quasi per caso, nel 2011, grazie a una conoscenza. All’inizio volevo semplicemente fare un’esperienza, conoscere e osservare una cultura culinaria diversa dalla nostra. Invece è stato quasi un colpo di fulmine: mi sono innamorato della città e ho deciso di viverci, lavorarci e affermarmi professionalmente.

“La Favola” è stata la mia prima esperienza lavorativa a Ginevra. È sempre rimasta nel mio cuore e quando, nel 2019, ho avuto la possibilità di riprenderne la gestione, non ho esitato.

“La Favola” porta nel suo nome un’idea di racconto, di emozione. Qual è la storia che vuole raccontare attraverso la sua cucina?

“La Favola” è una piccola nicchia nel cuore della Città Vecchia, dove vogliamo far sentire i nostri ospiti davvero dentro una favola, fin dal loro arrivo.

Lo facciamo attraverso un personale italiano accogliente e attento e una cucina tradizionale e stagionale, reinterpretata con tecniche moderne. Anche i miei continui viaggi nel mondo rappresentano una fonte di ispirazione: scoprire prodotti, culture e realtà diverse mi permette di portare sempre qualcosa di nuovo nei miei piatti.

La cucina italiana è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Secondo te, qual è oggi il segreto per proporre una cucina italiana autentica a una clientela internazionale come quella ginevrina?

Credo che la cucina italiana sia tra le tre migliori al mondo. Il suo successo nasce dalla semplicità, dall’amore per la cucina e, soprattutto, dalla valorizzazione e dal rispetto della materia prima.
Ma noi italiani abbiamo anche una capacità particolare: quella di far sentire le persone come a casa. È questa, a mio avviso, una delle nostre più grandi forze.

Nel tuo menù quali sono i piatti ai quali consiglierebbe a chi viene per la prima volta a “La Favola”?

Il menù cambia con le stagioni e propone piatti della tradizione italiana rivisitati con un tocco personale e influenze internazionali.

Tra i piatti simbolo ci sono il vitello tonnato, i ravioli “La Favola”, ripieni di brasato di manzo e serviti con riduzione di Barolo e tartufo di stagione, e l’ossobuco alla milanese con risotto allo zafferano. E poi il nostro famoso tiramisù, che alcuni clienti hanno ribattezzato “il miglior tiramisù di Ginevra”.

Il suo ristorante si trova vicino a importanti istituzioni ginevrine. Questa particolare collocazione ha influenzato il tipo di clientela e l’atmosfera del locale?

La posizione nella Città Vecchia, vicina a importanti istituzioni, luoghi culturali e turistici, ci permette di accogliere una clientela varia e internazionale, dal turista all’uomo d’affari.
Cerchiamo sempre, da buoni italiani, di regalare ai nostri ospiti un momento piacevole e di farli sentire, anche solo per qualche ora, a casa.

Che significato ha per te ricevere il Premio “Ciao Italia, ici Genève!” della SAIG?

Ricevere il Premio “Ciao Italia, ICI Genève!” della SAIG rappresenta per noi un importante riconoscimento professionale e, allo stesso tempo, una grande emozione nei confronti della mia madrepatria.

Significa che, attraverso il nostro lavoro, stiamo contribuendo a portare avanti la cultura culinaria italiana e a mantenere viva l’italianità qui a Ginevra.

C.V.

Avec l'appui de la Ville de Genève ( Département de la Cohésion Sociale et de la solidarieté)

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