Nel cuore di Ginevra, tra il ritmo internazionale della città e il continuo intrecciarsi di culture diverse, c’è un luogo dove l’Italia si riconosce subito: nei profumi che arrivano dalla cucina, nei sapori autentici dei piatti e nell’accoglienza sincera che fa sentire ogni ospite come a casa. È il ristorante “Il Quadrato”, punto di riferimento per chi cerca una cucina italiana di qualità, fatta di tradizione, passione e grande attenzione ai dettagli.
Alla guida del ristorante c’è Emilio Salvatore Mastroianni, ristoratore italiano che ha saputo portare a Ginevra non solo ricette e prodotti del nostro Paese, ma soprattutto una filosofia di ospitalità fondata sulla convivialità, sul rispetto delle materie prime e sul valore umano del rapporto con i clienti.
In questa intervista, Emilio Mastroianni racconta la sua esperienza nel mondo della ristorazione, il legame con le radici italiane e le sfide di gestire un locale in una città cosmopolita come Ginevra.
Quali sono state le influenze più importanti nella tua formazione, sia professionali che personali?
Sono nato come pizzaiolo e ho coltivato questa passione lavorando in diversi ristoranti italiani rinomati a Ginevra. Con il tempo, il desiderio di avere qualcosa di mio è diventato sempre più forte. Ringrazio sentitamente tutte le persone che hanno contribuito al mio percorso professionale e che mi hanno permesso di arrivare fino a qui, come imprenditore nella ristorazione.
C’è un piatto che più di altri rappresenta la tua identità e la tua storia?
La mia storia affonda le radici nelle splendide montagne della Calabria. Al Quadrato ho portato le mie tradizioni, rivisitando alcune ricette con prodotti tipici calabresi, come la ’nduja. Uno dei piatti più apprezzati è lo “Scialatiello alla ’nduja”. Naturalmente proponiamo anche una vasta gamma di pizze personalizzate. Molto ricercati sono inoltre i nostri risotti, le carni e le specialità di pesce.
Se dovessi definire oggi la tua cucina in tre parole, quali sceglieresti e perché?
Qualità, accoglienza e serietà.
– Qualità, perché oggi la clientela conosce molto bene la cucina italiana: questo ci spinge a essere sempre competitivi e a sperimentare nuovi standard per soddisfare un pubblico sempre più competente.
– Accoglienza, perché è la base di un’attività che rispetta il cliente. Come si dice, il cliente ha sempre ragione.
– Serietà, perché è fondamentale per il buon nome del ristorante: il cliente deve sentirsi parte integrante del locale e avere il desiderio di tornare, non vivere l’esperienza come qualcosa di occasionale.
C’è una lezione che questo mestiere ti ha insegnato e che porti con te ogni giorno?
Questo mestiere non si sceglie per i soldi, ma per passione: per mettersi in gioco e mettere la propria faccia al servizio della cucina italiana e dell’italianità all’estero. Certo, a fine mese bisogna fare i conti, ma ciò che ho imparato è che tutto arriva con umiltà e determinazione. Bisogna affrontare la vita con coraggio, per arrivare a sera stanchi ma soddisfatti.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi prossimi obiettivi o sogni professionali?
Il mio obiettivo è portare avanti il ristorante con i valori che ho espresso e, perché no, aprire altri locali per esprimere ancora meglio la mia visione e promuovere la cucina calabrese e italiana in una città internazionale come Ginevra.
Se la tua cucina fosse una storia da raccontare, che titolo le daresti?
Posso dire che il mio passato in questo mestiere e il mio ristorante sono già la mia storia. Il titolo di questo bel film lo lascio scegliere ai miei clienti.
La domanda tipica per tutti i ristoratori che hanno ricevuto questo premio: cosa pensi di questo riconoscimento e come lo accogli?
La SAIG assegna questo premio da alcuni anni e, quando lo vedevo consegnare nei ristoranti in cui lavoravo, ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto riceverlo. Naturalmente è una grande soddisfazione: è un segno che gli italiani dovrebbero essere più uniti e continuare a portare in alto la nostra bandiera.
Grazie Emilio. Ti auguriamo pieno successo nella tua attività professionale e che tu possa realizzare tutti i tuoi sogni.
C. Vaccaro












