Conoscere per prevenire, ascoltare per intervenire. È questo l’obiettivo della nuova indagine avviata dalla Città di Ginevra, in collaborazione con l’Università di Ginevra, per comprendere più da vicino come vivono e quali relazioni sociali hanno le persone anziane che risiedono al proprio domicilio.
Un tema sempre più importante in una società che invecchia e nella quale la solitudine e l’isolamento sociale possono diventare, soprattutto con l’avanzare dell’età, una realtà difficile da riconoscere e affrontare.
L’iniziativa è stata presentata il 7 settembre scorso presso la Cité Seniors da Christina Kitsos, Sindaca della Città di Ginevra e responsabile del Dipartimento della Coesione Sociale e della Solidarietà (DCSS), insieme a Cornelia Hummel, professoressa associata presso il Dipartimento di Sociologia e ricercatrice associata al Centro interfacoltà di gerontologia e studi sulle vulnerabilità (CIGEV) dell’Università di Ginevra, e Charikleia Lampraki, ricercatrice post-dottorato presso il Laboratorio di psicologia dello sviluppo «Lifespan» e il CIGEV.
Un anziano su sei
I numeri raccontano già una realtà importante. Alla fine del 2025, nella Città di Ginevra vivevano 34.369 persone di 65 anni o più, pari al 16,3% della popolazione. Ma dietro le statistiche ci sono persone, storie e situazioni molto diverse. Alcune possono contare su una famiglia presente, su amici, vicini e associazioni; altre, invece, rischiano di ritrovarsi progressivamente isolate.
I dati disponibili a livello cantonale e nazionale indicano che solitudine e isolamento sociale interessano una parte non trascurabile della popolazione anziana. Mancava però una fotografia precisa della situazione all’interno dei diversi quartieri della Città di Ginevra.
Ed è proprio questo il vuoto che la nuova indagine vuole colmare: capire chi è maggiormente esposto alla solitudine, dove si trovano le situazioni più fragili e, soprattutto, quali risorse possono aiutare a mantenere vivi i rapporti con gli altri.
Diecimila persone coinvolte
A metà settembre, 10.000 persone di età superiore ai 65 anni, residenti nella Città di Ginevra e che vivono al proprio domicilio, riceveranno per posta un questionario, che dovrà essere compilato entro il 31 ottobre. Non si tratta di un campione casuale: la selezione è stata effettuata in modo da rappresentare la popolazione anziana della città, tenendo conto di elementi quali età, genere, luogo di nascita e quartiere di residenza.
Per facilitare la partecipazione, il questionario potrà essere compilato anche online attraverso il sito della Città e sarà disponibile in 11 lingue. Per chi avesse difficoltà, non mancherà inoltre l’aiuto concreto degli operatori del Servizio sociale, che potranno accompagnare le persone nella compilazione.
Non solo solitudine
L’indagine non si limiterà a chiedere alle persone anziane se si sentono sole. I ricercatori analizzeranno la frequenza e la qualità delle relazioni sociali, la presenza di persone vicine, le reti di prossimità, la partecipazione alla vita sociale e le eventuali situazioni di isolamento.
Saranno inoltre presi in considerazione diversi fattori che possono influenzare la vita sociale delle persone: età, genere, salute, reddito, composizione del nucleo familiare, percorso migratorio e quartiere di residenza. L’obiettivo è quindi andare oltre il semplice dato statistico e comprendere come si costruiscono, si mantengono o, al contrario, si perdono i legami sociali.
Dai dati alle azioni concrete
I risultati, attesi nel primo semestre del 2027, potranno fornire alla Città di Ginevra strumenti preziosi per orientare le proprie politiche.
L’indagine dovrebbe infatti permettere di individuare i profili delle persone e i quartieri maggiormente interessati dalle situazioni di isolamento, comprendere gli ostacoli alla creazione e al mantenimento delle relazioni e, allo stesso tempo, valorizzare quelle risorse, familiari, sociali, associative e di quartiere, che aiutano a contrastare la solitudine.
Le informazioni raccolte potranno tradursi in interventi più mirati: prevenzione, individuazione delle situazioni di fragilità, sostegno alle reti di prossimità, maggiore partecipazione dei cittadini e collaborazione con le associazioni e i partner del territorio.
Una conoscenza più precisa della realtà permetterà dunque di rafforzare e adeguare la Politica della lunga vita della Città di Ginevra, sulla base di dati scientifici e non soltanto di percezioni.
Una città che non vuole lasciare nessuno solo
“La Città di Ginevra si impegna in modo coerente e concreto sul tema della lunga vita. Affidare questo incarico all’Università di Ginevra ci permette di andare ancora oltre, rafforzando i legami sociali e la qualità della vita e contribuendo a costruire una città solidale e inclusiva, per tutte le età”, ha dichiarato Christina Kitsos.
Una città davvero inclusiva non si misura soltanto dai suoi servizi, ma anche dalla capacità di accorgersi di chi rischia di rimanere solo. Ed è forse proprio questo il valore più importante dell’indagine: dare voce a 10.000 persone anziane per capire meglio non soltanto di cosa hanno bisogno, ma anche quali legami, quali incontri e quali luoghi rendono ancora più ricca la loro vita quotidiana.











