La SAIG e il Comune di Chêne-Bourg inaugurano una Panchina rossa a Place Favre

Simbolo concreto di memoria, consapevolezza e impegno civile contro il femminicidio e ogni forma di violenza sulle donne, lo scorso 21 aprile una delegazione della Società delle Associazioni Italiane di Ginevra (SAIG), guidata dal coordinatore Carmelo Vaccaro, insieme al sindaco di Chêne-Bourg, Jean-Luc Boesiger, e alle autorità comunali e amministrative, ha inaugurato ufficialmente la seconda Panchina rossa nel Cantone di Ginevra.

L’evento si è svolto in un clima di partecipazione e raccoglimento, alla presenza di circa 65 persone tra rappresentanti istituzionali, la Consigliera Amministrativa locale, Isabella Brühlmann-Stucki, membri della comunità italiana e cittadini sensibili al tema. La cerimonia ha rappresentato non solo un momento simbolico, ma anche un’occasione di riflessione collettiva su una problematica che continua a segnare profondamente la nostra società.

“Avrei voluto sedermi qui, a guardare il mondo passare. Ora siedo solo nel ricordo di chi non dimentica.
J’aurais voulu m’asseoir ici, regarder le monde passer. À présent, je ne siège que dans le souvenir de ceux qui n’oublient pas.”

Questa intensa e toccante citazione, incisa in italiano e in francese sulla targa della Panchina rossa, accompagna il visitatore in un momento di silenziosa meditazione. Collocata nel cuore della cittadina, nel parco di Place Favre, la panchina si inserisce in uno spazio quotidiano e condiviso, trasformandolo in un luogo di memoria viva, di consapevolezza e di educazione civica.
La sua posizione, accanto al Monumento all’emigrazione italiana nel Comune di Chêne-Bourg, rafforza ulteriormente il valore simbolico dell’iniziativa, mettendo in dialogo memoria storica e impegno sociale contemporaneo.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso portato avanti dalla SAIG e dal Comune di Chêne-Bourg nella prevenzione della violenza di genere e nella promozione di una cultura fondata sul rispetto, sulla parità e sulla dignità della persona. La Panchina rossa, ormai riconosciuta a livello internazionale come simbolo della lotta contro il femminicidio, vuole mantenere viva la memoria delle vittime e sensibilizzare le coscienze sull’urgenza di non restare indifferenti.

Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco Jean-Luc Boesiger, che nel suo intervento ha ripercorso le origini dell’iniziativa della Panchina rossa in Italia, sottolineandone la progressiva diffusione anche oltre i confini nazionali. Il sindaco ha poi richiamato l’attenzione su una realtà drammatica che continua purtroppo ad espandersi, definendola una vera e propria piaga dell’umanità.
Attraverso questo gesto semplice ma profondamente significativo, ha invitato i cittadini che si siederanno o si fermeranno davanti alla panchina a interrogarsi, a osservare con maggiore consapevolezza e a riflettere sul proprio ruolo nella costruzione di una società più giusta e responsabile.

La parola è poi passata alla scrittrice Barbara Polla, che ha offerto una riflessione intensa e diretta sui diritti delle donne e sulle radici culturali della violenza di genere. Il suo intervento si è concentrato su una domanda tanto semplice quanto fondamentale: perché l’uomo maltratta o uccide la donna? Un interrogativo che invita a non fermarsi alla superficie dei fenomeni, ma ad approfondire le cause profonde, sociali e culturali, che li alimentano.

Le allocuzioni sono proseguite con l’intervento del coordinatore della SAIG, Carmelo Vaccaro, che ha espresso, a nome dell’associazione, un sentito ringraziamento alle autorità comunali di Chêne-Bourg per aver accolto con sensibilità e convinzione la proposta di installare una Panchina rossa sul proprio territorio.

Nel suo discorso, Vaccaro ha sottolineato il valore simbolico e civile dell’iniziativa e ha richiamato l’attenzione su questo problema che colpisce le donne:

“Oggi non inauguriamo semplicemente una panchina.
Oggi diamo voce a un’assenza. Diamo forma visibile a ciò che troppo spesso resta invisibile: il dolore, la paura, il silenzio che circondano la violenza contro le donne, che a volte si trasforma in femminicidio.
Questa panchina rossa non è un arredo urbano. È un segno, è una ferita aperta. È anche una promessa che scegliamo di fare insieme.
Questa panchina rappresenta un’assenza, sì, ma anche una presenza: quella di una comunità che decide di non voltarsi dall’altra parte, che sceglie di non minimizzare, di non giustificare, di non tacere. Perché il silenzio, lo sappiamo, è complice.” –
Nel concludere il suo intervento, ha ribadito con forza il valore dell’impegno collettivo:
“Questa panchina rossa ci guarda. E ci chiede coerenza. Ci chiede impegno. Ci chiede di non dimenticare. E noi non dimenticheremo. Non resteremo in silenzio e non ci volteremo dall’altra parte.”

A chiudere la serie degli interventi è stato il vicepresidente del Com.It.Es. di Ginevra, Dario Natale, che ha sottolineato: -“l’importanza di una panchina rossa non è la panchina in sé, ma il fatto che diventi testimone silenziosa di una problematica che non dobbiamo mai dimenticare, che è lì a ricordarci chi siamo, i valori per cui dobbiamo lottare e la responsabilità collettiva di costruire una società più giusta e consapevole, in cui il rispetto, la dignità e la libertà di ogni donna non siano mai messi in discussione, nemmeno lontano da casa, qui a Ginevra come ovunque nel mondo.”-

L’inaugurazione della Panchina rossa a Chêne-Bourg rappresenta così un ulteriore tassello in un percorso più ampio di sensibilizzazione e responsabilizzazione collettiva. Non si tratta soltanto di un gesto simbolico, ma di un invito concreto a ciascun cittadino a diventare parte attiva nel contrasto alla violenza e nella costruzione di una cultura del rispetto.

Un’altra pagina significativa viene così scritta dalla SAIG, grazie alla sua costante intraprendenza nel promuovere i valori dell’italianità a Ginevra e nel favorire iniziative di alto valore sociale. Un motivo di orgoglio condiviso, reso possibile anche grazie alla collaborazione con le autorità amministrative dei comuni partner, che dimostrano apertura e attenzione verso progetti capaci di lasciare un segno duraturo nella coscienza collettiva.

Avec l'appui de la Ville de Genève ( Département de la Cohésion Sociale et de la solidarieté)

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