L’edizione 2026 della Settimana di azioni contro il razzismo nella Città di Ginevra si interroga sul ruolo dell’educazione di fronte al razzismo. Dal 17 al 26 marzo, l’evento mirerà a esplorare i meccanismi di riproduzione delle disuguaglianze, ma anche a considerare l’educazione come una leva fondamentale per prevenire e combattere le discriminazioni razziali.
L’ultimo rapporto sulla discriminazione razziale in Svizzera, pubblicato nel 2024, indica che il maggior numero di segnalazioni registrate riguarda il settore dell’educazione, in particolare l’istruzione obbligatoria, che accoglie bambini tra i 4 e i 15 anni. Sulla base di questa constatazione, la Città di Ginevra, in collaborazione con i suoi partner istituzionali e associativi, ha scelto di dedicare la Settimana di azioni contro il razzismo (SACR) 2026 al tema «Razzismo ed educazione».
«Le cifre contenute nel rapporto meritano che prestiamo un’attenzione particolare a queste questioni. L’educazione e gli spazi educativi svolgono un ruolo centrale nella costruzione delle rappresentazioni e nel rapporto con gli altri. Sono spesso considerati uno strumento per combattere il razzismo, ma possono anche contribuire, loro malgrado, alla sua riproduzione», spiega il sindaco Alfonso Gomez.
La Città di Ginevra e i suoi partner invitano quindi il grande pubblico a interrogarsi: come parlare di razzismo ai bambini e ai giovani? Quali forme può assumere negli spazi scolastici o extrascolastici? E soprattutto, come costruire un’educazione più equa, inclusiva ed emancipatrice?
Un programma per pubblici diversi
Pensato per affrontare il tema da molteplici prospettive, il programma ricorda che l’educazione riguarda l’intera società, e non solo i giovani, i genitori o il corpo docente. Persegue un duplice obiettivo: fornire agli adulti strumenti per comprendere meglio il razzismo e parlarne, offrendo allo stesso tempo ai giovani spazi per scoprire, interrogare ed esplorare racconti e rappresentazioni plurali. A tal fine, vengono proposti diversi formati di eventi: conferenze, una proiezione, incontri, spettacoli teatrali e laboratori pratici.
Diversi momenti chiave segneranno questa edizione della SACR, che si inserisce nel quadro della politica municipale in materia di diversità culturale e lotta contro il razzismo. Fatima Ouassak aprirà la settimana con lo spettacolo teatrale “Comme Ali”, che interroga il modo in cui i bambini provenienti da minoranze vengono percepiti e trattati nella società. Un dialogo tra Rokhaya Diallo, autrice di “Comment parler de racisme aux enfants”, e Manel Ben Boubaker, coautrice di “Entrer en pédagogie antiraciste”, offrirà strumenti per comprendere meglio i meccanismi del razzismo e affrontare queste questioni con i più giovani, affinché l’educazione diventi un vero spazio di emancipazione. Parallelamente, Licia Chery parteciperà a una tavola rotonda sull’importanza di rappresentare la diversità delle origini e delle esperienze delle persone nei racconti destinati ai bambini e condurrà laboratori di lettura rivolti ai più giovani.
Il programma completo è disponibile sul sito: www.non-au-racisme-geneve.ch.












