In qualità di cittadina ed ex eletta, Henriette Stebler è un’instancabile militante e combattente contro le disuguaglianze sociali. Carouge, la città d’adozione di questa giurassiana, le rende omaggio.
Henriette inarrestabile! Instancabile Henriette in buon francese, ma con una punta di accento giurassiano, per questa cittadina impegnata, nata a Porrentruy negli anni Cinquanta e stabilitasi a Carouge da quasi quarant’anni.
È nelle pianure dell’Ajoie, nel pieno della lotta per l’autonomia del Giura, che Henriette Stebler ha forgiato la sua anima militante. È ancora adolescente quando organizza uno sciopero nella fabbrica di orologi dove lavora per pagarsi gli studi. L’azione le vale un divieto di lavorare nel cantone.
Dopo un soggiorno in Sud America, Henriette decide di stabilirsi a Carouge negli anni Novanta, per un colpo di fulmine: la chiesa, il cinema, la Place du Marché… tutto le ricorda la sua città natale. È lì che la militante fonda la sua famiglia – è madre di tre figli – e lavora come maestra alla scuola Montfalcon.
Quasi mezzo secolo dopo, Carouge rende omaggio a questa cittadina d’adozione ed eccezionale, consigliera municipale dal 1999 al 2015, conferendole il Mérite carougeois 2025, consegnato dalla sindaca Sonja Molinari durante l’Apéritif communal, il 12 gennaio scorso alla Salle des fêtes.
«Non so se l’ho meritato. Non dovrei essere l’unica…», ci confida qualche giorno prima della cerimonia. È lì, seduta alla terrazza del Cinéma Bio. Il dolce sole invernale illumina la sua chioma rossa, vessillo capillare di un’energia inesauribile al servizio dei meno fortunati, in senso proprio e figurato.
Henriette Stebler è arrivata con decine di ritagli di giornale, lettere dattiloscritte, messaggi di minaccia, insulti o complimenti: altrettante prove tangibili di tutte le sue battaglie. Sono numerose. Con convinzione intatta, ripercorre la mobilitazione per la cité Léopard «esemplare!», l’installazione dei balconi alla cité Aurea, il salvataggio del Cinéma Bio, la difesa della zona pedonale nella Vieux-Carouge o la mobilitazione per la famiglia Selimi:
«Straordinario, così formidabile, era pazzesco!», si entusiasma ancora Henriette. All’epoca, nella sua classe c’è un alunno kosovaro che rischia l’espulsione.
Henriette Stebler, consigliera municipale, riesce a mobilitare autorità comunali, cantonali e federali di ogni schieramento politico per regolarizzare l’intera famiglia.
La bruntrutaina non pratica una lotta settaria: tutte meritano di essere combattute – l’alloggio, il femminismo, l’asilo, la giustizia sociale, l’ecologia…
Ogni volta Henriette si rimbocca le maniche, talvolta più di altri. Sì, è stata portata in centrale quando ha protestato contro un muro costruito alla Praille affinché i richiedenti asilo non avessero vista sulle abitazioni circostanti. Sì, ha fatto lo sciopero della fame contro il nucleare. «La prova più dura che abbia mai affrontato», testimonia.
La routine, per questa pasionaria del quotidiano e delle cause locali, è percorrere la campagna in bicicletta o a piedi, con una penna, una petizione o un cartello in mano per «cambiare le cose», animata da un’unica fede: la solidarietà.
«Una delle parole più belle, a tutti i livelli!» sottolinea Henriette, che ha ancora energia da vendere per aggiungere qualche chilometro al suo corteo di lotte gioiose perché, «in quanto giurassiana, sono sempre legate alla festa», assicura con un sorriso determinato.











