Una serata di confronto, partecipazione e dibattito civile quella che si è svolta il 9 marzo all’UOG – Université Ouvrière di Ginevra, dove il Comitato “Giusto dire NO”, nell’ambito delle iniziative coordinate dal Comitato Svizzero per il No, ha organizzato un incontro pubblico per discutere le ragioni del voto contrario al referendum in programma il 22 e 23 marzo.
Un appuntamento che ha riunito esponenti del mondo politico, istituzionale e associativo, offrendo alla comunità italiana di Ginevra uno spazio di approfondimento su una riforma che tocca temi centrali della vita democratica del Paese.
Alla conferenza hanno preso parte Barbara Benzi, magistrato del Comitato “Giusto dire NO”, l’on. Toni Ricciardi, il senatore Andrea Crisanti, il segretario del Partito Democratico in Svizzera Dario Natale e Carmelo Vaccaro, Consigliere del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). Gli interventi si sono susseguiti in un dialogo ricco di spunti, analisi e riflessioni sul valore della partecipazione al voto.
Ad aprire la serata è stato Dario Natale, che ha illustrato il lavoro capillare portato avanti dal Comitato nelle ultime settimane. Una mobilitazione intensa, fatta di incontri e dibattiti in tutta la Svizzera: 25 appuntamenti organizzati tra Zurigo, Berna, San Gallo, Basilea, Affoltern, Losanna, Lugano, Bellinzona, Sion e altre città. Un percorso di informazione e confronto con la comunità italiana per spiegare le ragioni del NO e promuovere una partecipazione consapevole al voto.
È stato poi Carmelo Vaccaro a richiamare l’attenzione sull’importanza del referendum come momento fondamentale della vita democratica. Il voto, ha ricordato, rappresenta uno strumento essenziale di partecipazione civica, attraverso il quale i cittadini possono incidere direttamente sulle scelte che riguardano il futuro delle istituzioni.
Nel suo intervento, il senatore Andrea Crisanti ha invece analizzato il contesto politico della riforma oggetto del referendum, sottolineando la necessità di difendere i principi costituzionali e di valutare con attenzione le implicazioni di cambiamenti che incidono sull’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Proprio su questo tema si è soffermata Barbara Benzi, che ha offerto una riflessione approfondita sul ruolo della magistratura e sul delicato bilanciamento tra i poteri istituzionali. Un equilibrio che, secondo i promotori del NO, rappresenta uno dei pilastri della democrazia costituzionale e che non può essere modificato senza una valutazione attenta delle conseguenze. Benzi ha inoltre ricordato come una parte significativa della magistratura abbia espresso forti preoccupazioni rispetto alla riforma, ritenendo che alcune modifiche rischino di incidere sull’autonomia e sull’indipendenza dell’ordine giudiziario. Proprio per questo, numerosi magistrati hanno scelto di esporsi pubblicamente nel dibattito, sottolineando la necessità di preservare gli strumenti di garanzia previsti dalla Costituzione.
A chiudere l’incontro è stato l’on. Toni Ricciardi, che ha ribadito l’importanza della partecipazione al voto e della difesa dei principi fondamentali della Costituzione, richiamando l’attenzione sulla responsabilità dei cittadini nel momento in cui sono chiamati a esprimersi su riforme di questa portata. La serata ha registrato anche la presenza di numerosi rappresentanti dell’associazionismo ginevrino, segno di un interesse diffuso all’interno della comunità.
Tra gli ospiti anche Pierre Bayenet, candidato alla carica di procuratore generale di Ginevra sostenuto da socialisti, verdi e dalla sinistra, che ha voluto portare il proprio saluto e seguire i lavori dell’incontro.
Avvocato ginevrino e figura impegnata da anni nella difesa dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto, Bayenet è sostenuto dalle forze progressiste proprio per la sua visione di una giustizia più attenta alle priorità della società contemporanea. Nel dibattito pubblico che accompagna la sua candidatura, viene spesso sottolineata la necessità di orientare meglio le risorse della giustizia, rafforzando in particolare la lotta contro la cybercriminalità e la criminalità economica, senza perdere di vista una politica penale equilibrata e attenta alla coesione sociale.
Quello organizzato all’UOG è stato dunque molto più di un semplice appuntamento informativo: un momento di confronto e partecipazione che ha riportato al centro il valore del dibattito pubblico e della consapevolezza civica.
In vista del referendum del 22 e 23 marzo, il messaggio emerso dalla serata è stato chiaro: informarsi, partecipare e votare. Perché la democrazia vive e si rafforza proprio attraverso la partecipazione attiva dei cittadini.
La Redazione












