Un progetto sobrio e rispettoso dell’ambiente per il centro sportivo del Bout-du-Monde

Al termine del concorso di architettura per la trasformazione del centro sportivo del Bout-du-Monde, il progetto «COMPAS», presentato dagli studi di architettura Nomos (Ginevra), Inge Vinck Jan de Vylder (Gand) e Angélique Kuenzle (Ginevra), in collaborazione con lo studio di architettura del paesaggio Céline Baumann (Basilea), è stato scelto all’unanimità dalla giuria. Caratterizzato da sobrietà, coerenza progettuale e rispetto del luogo, il progetto è stato concepito per rispondere alle esigenze delle società sportive e all’evoluzione delle pratiche sportive.

Il centro sportivo del Bout-du-Monde si trova in un’ansa isolata di uno degli ultimi meandri del fiume Arve, poco prima che attraversi la città. La struttura dispone di impianti destinati a oltre 15 discipline sportive, il che la rende uno dei più grandi centri sportivi del Cantone. Oggi, tuttavia, le installazioni sono obsolete e non rispondono più pienamente né alle esigenze legate all’aumento del numero di utenti, né all’evoluzione delle pratiche sportive. La Città di Ginevra ha quindi organizzato un concorso multidisciplinare di architettura e architettura del paesaggio per rinnovare e ampliare l’offerta di infrastrutture sportive.

Un sito unico, molteplici utilizzi

Il concorso perseguiva un duplice obiettivo: valorizzare e ottimizzare l’offerta di infrastrutture sportive e preservare l’eccezionale valore paesaggistico del sito in tutte le sue dimensioni: urbana, paesaggistica, ecologica, ambientale e legata alla sostenibilità.

Il programma prevedeva circa 20.000 m² di superfici utili destinate a locali e strutture, comprendenti: due palestre polivalenti, una sala di atletica con sei corsie da 60 metri, una piscina olimpionica da 50 metri con 10 corsie, una sala di scherma di 570 m², una pista BMX adeguata agli standard vigenti, un nuovo skatepark coperto, nonché spazi comuni (reception, spogliatoi e ristorante), locali amministrativi e un rifugio di protezione civile con una capienza di 2.000 persone.

Da segnalare anche una novità assoluta per Ginevra: la creazione di uno spazio multisportivo di 300 m², che consentirà di accudire i bambini mentre i genitori praticano attività sportive negli impianti del centro. Il progetto riguarda inoltre gli spazi e le sistemazioni esterne.

«Questo progetto permette non soltanto di rinnovare il centro sportivo, ma anche di sviluppare l’offerta sportiva attraverso nuove strutture, che saranno a disposizione sia delle società sportive sia della popolazione, grazie alla possibilità di praticare sport liberamente. Si tratta, senza dubbio, del più importante cantiere sportivo del decennio», sottolinea Marie Barbey-Chappuis, consigliera amministrativa.

Non un unico edificio, ma quattro quadranti

Il progetto vincitore ripensa il sito in relazione al contesto circostante e studia l’organizzazione e il collegamento tra i diversi terreni. La proposta prevede una suddivisione in quattro quadranti, attraversati da uno spazio aperto che costituisce la spina dorsale dell’intero complesso.

Le facciate dei quattro edifici si aprono principalmente verso l’interno, una di fronte all’altra, creando un punto d’incontro tra i diversi percorsi di accesso. Questa configurazione consente di adattarsi all’evoluzione delle pratiche sportive, favorendo al contempo gli incontri e i legami sociali.

L’edificio esistente sarà suddiviso in due parti, ciascuna con una funzione specifica: una ospiterà la sala di scherma e l’asilo nido, mentre l’altra accoglierà lo skatepark e gli spazi logistici.
Due nuovi edifici riprenderanno le caratteristiche architettoniche di quello esistente, privilegiando semplicità, coerenza progettuale e gestione responsabile delle risorse. Uno ospiterà le palestre polivalenti distribuite su due livelli; l’altro accoglierà la sala di atletica, situata sopra la piscina olimpionica, dotata di un solarium e di una vista panoramica sulla parte occidentale dell’ansa dell’Arve.

Al centro del sito sorgerà un padiglione circolare dedicato all’accoglienza, che indirizzerà naturalmente i visitatori verso le diverse aree sportive: lo stadio di atletica a est, i campi esterni per calcio, cricket, pallavolo e pallacanestro a sud, la pista BMX a sud-ovest e, infine, a nord, i quattro edifici destinati alle attività sportive al coperto.

Economia circolare, riutilizzo e ottimizzazione delle risorse

Il progetto considera il sito stesso come la prima risorsa da valorizzare, riutilizzando direttamente ciò che è già disponibile. Le terre provenienti dagli scavi saranno recuperate e riutilizzate sul posto; l’antico padiglione dei custodi, situato accanto al campo di atletica, sarà trasformato in un ristorante con terrazza; gli elementi delle facciate smantellate diventeranno lastre per i percorsi pedonali.

Soprattutto, il Padiglione dello Sport sarà conservato, con l’obiettivo di prolungarne la durata di vita attraverso l’assegnazione di funzioni adeguate alle sue caratteristiche.

«Il progetto selezionato dalla giuria risponde alle esigenze sportive rispettando al contempo i requisiti della sostenibilità», commenta Marjorie de Chastonay, vicepresidente del Consiglio amministrativo responsabile della pianificazione territoriale, delle costruzioni e della mobilità. «Riutilizzando gli elementi esistenti e puntando sull’economia dei mezzi e degli interventi, preserva tanto il paesaggio circostante quanto il clima e le finanze pubbliche».

Il comfort termico degli edifici si baserà su una strategia mista, che privilegia soluzioni passive: ventilazione naturale affiancata da ventilazione meccanica in alcuni spazi durante l’estate, e sistemi ad alta efficienza combinati con il recupero del calore durante l’inverno.

Questa attenzione all’ottimizzazione delle risorse, insieme alla decostruzione selettiva e all’economia circolare, si inserisce pienamente nella visione del Piano direttore comunale Ginevra 2040.

Rafforzamento della vegetazione ripariale e delle alberature

Il progetto riconosce e integra la vicinanza del fiume e della sua falda acquifera.
Le superfici permeabili saranno ampliate al massimo per favorire l’infiltrazione dell’acqua piovana. L’acqua raccolta dai tetti sarà recuperata e convogliata in un giardino d’acqua, che fungerà da corridoio ecologico per la biodiversità. Le rive saranno preservate e rafforzate, in particolare attraverso la creazione di fossati paesaggistici per la raccolta e la gestione delle acque.

Nuove piantumazioni completeranno la trama boschiva, rispettando la diversità delle specie arboree già presenti sul sito. La copertura vegetale sarà così migliorata e potenziata, soprattutto lungo le sponde dell’Arve.

Calendario previsto

Le fasi di studio e sviluppo del progetto potranno iniziare nel 2027 e dureranno circa due anni, con l’obiettivo di presentare la richiesta del credito per la realizzazione nel 2029.

I lavori dovrebbero iniziare nel 2030 e avere una durata stimata di tre anni e mezzo, con la messa a disposizione delle strutture prevista a partire dal 2033.

Si potrà inoltre valutare la possibilità di consegnare anticipatamente alcune parti del complesso, procedendo per fasi.

FOTO: Nomsoarchitecture_SA

Avec l'appui de la Ville de Genève ( Département de la Cohésion Sociale et de la solidarieté)

Elleti all'estero

On. Simone Billi
On. Toni Ricciardi
On. Federica Onori
Sen. Andrea Crisanti

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