ACAS e Fogolâr: tradizione e condivisione alla Festa di San Giuseppe

Si è svolta il 19 marzo 2026, presso la Missione Cattolica Italiana (MCI), la tradizionale Festa di San Giuseppe, che ha registrato una partecipazione numerosa e sentita. Un appuntamento ormai atteso dalla comunità, capace di coniugare spiritualità, cultura e convivialità, e di rafforzare i legami tra persone di diverse provenienze unite da valori comuni.

L’evento si è aperto con l’intervento della segretaria dell’ACAS, Angela Pelleriti, che ha illustrato le origini della tradizionale festa di San Giuseppe, nata in Sicilia e successivamente diffusa in tutta Ita-lia.

La presentazione è stata preceduta da una messa dedicata a San Giuseppe. Al termine della celebra-zione, il vicepresidente dell’ACAS, Giuseppe Pelleriti, ha letto una poesia in lingua siciliana. A se-guire, il rappresentante del Fogolâr Furlan, Claudio D’Ettore, ha proposto alcune poesie in friulano, creando un suggestivo momento di incontro tra diverse tradizioni regionali italiane.

Un momento particolarmente toccante è stato quello della giovane Giuditta, che ha recitato una poe-sia in italiano dedicata a tutti i papà.

Prima di spostarsi nella sala adiacente per proseguire i festeggiamenti, il presidente dell’Associazione Cultura e Arte Siciliana, ACAS, Vincenzo Bartolomeo, ha ringraziato la MCI per l’ospitalità e per aver messo a disposizione gli spazi necessari allo svolgimento dell’evento.

La serata è nata dal desiderio di riscoprire e riproporre l’antica usanza degli altari di San Giuseppe, una tradizione profondamente radicata soprattutto in Sicilia, ma diffusa in diverse regioni italiane. Secondo la tradizione popolare, infatti, in tempi lontani l’isola fu colpita da una grave carestia. La popolazione, provata dalla fame e dalla siccità, si affidò con fede a San Giuseppe, invocando il suo aiuto. Quando le piogge tornarono e i campi ripresero a dare frutto, la promessa fatta al santo fu mantenuta: preparare grandi tavole imbandite e condividere il cibo con tutti, in particolare con i più bisognosi.

Anche quest’anno lo spirito della tradizione è stato pienamente rispettato. L’evento è stato organizzato dall’ACAS e dal Fogolâr Furlan, in collaborazione con la Missione Cattolica Italiana e si è rivelato un autentico momento di incontro e partecipazione. L’impegno degli organizzatori e dei volontari ha permesso di creare un ambiente accogliente e familiare, dove ciascuno ha potuto sentirsi parte integrante della comunità.

I presenti hanno potuto gustare le tradizionali zeppole siciliane, simbolo della festa, insieme ad altri piatti tipici della cucina friulana, come la polenta e il frico. Questo incontro tra sapori del Sud e del Nord Italia ha rappresentato un ulteriore segno di unione e scambio culturale. L’atmosfera è stata calorosa e vivace: numerosi parrocchiani hanno contribuito portando specialità fatte in casa, arricchendo le tavole con una grande varietà di dolci e pietanze preparate con cura e generosità.

L’iniziativa si è confermata un grande successo, non solo per l’ampia partecipazione, ma soprattutto per la sua capacità di mantenere viva una tradizione che continua a parlare al presente. In un tempo in cui il rischio dell’isolamento è sempre più forte, eventi come questo ricordano l’importanza dello stare insieme, del condividere e del prendersi cura gli uni degli altri.

La Festa di San Giuseppe si è così rivelata ancora una volta un’occasione preziosa per rafforzare i legami comunitari, valorizzare le tradizioni e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio fatto di fede, cultura e solidarietà. Una festa semplice ma autentica, che ha saputo unire persone, culture e generazioni attorno agli stessi valori, lasciando nei partecipanti un ricordo positivo e il desiderio di ritrovarsi anche in futuro.

Avec l'appui de la Ville de Genève ( Département de la Cohésion Sociale et de la solidarieté)

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