Dal 3 al 13 marzo, l’edizione 2026 della Settimana dell’uguaglianza della Città di Ginevra, intitolata «Il genere, dalla vita alla morte!», invita la popolazione ginevrina a esplorare il tema della morte in una prospettiva di genere.
In occasione della Giornata internazionale delle lotte femministe e dei diritti delle donne dell’8 marzo, la Città di Ginevra propone ogni anno di approfondire una tematica attraverso la lente del genere e dell’uguaglianza. Dal 3 al 13 marzo 2026, la Settimana dell’uguaglianza metterà in discussione i tabù che circondano la morte e metterà in luce il modo in cui le disuguaglianze di genere plasmano le condizioni di vita, di morte, di lutto e di memoria.
Siamo tuttə davvero uguali di fronte alla morte? Quali tabù la circondano e con quali conseguenze? In che modo le disuguaglianze di genere incidono sull’eredità e sulla memoria? Chi si prende cura della vita e della morte nella nostra società? Come riappropriarsi della morte in un’ottica queer-femminista? Sono solo alcune delle domande che saranno affrontate attraverso una ricca programmazione e una bibliografia non stereotipata.
La morte, rivelatrice delle disuguaglianze di genere
Si è soliti pensare che la morte renda tutte e tutti uguali. In realtà, essa si inserisce nel continuum delle ingiustizie sociali che si producono lungo l’intero arco della vita. Fattori come le violenze sessiste e sessuali, i comportamenti a rischio, le discriminazioni sistemiche, le condizioni di lavoro, l’accesso alle cure o ancora la precarizzazione influenzano l’aspettativa di vita e le circostanze della morte. Alfonso Gomez, Sindaco della Città di Ginevra, sottolinea che «è nostra responsabilità collettiva rifiutare che alcune esistenze valgano meno di altre, soprattutto nel contesto internazionale estremamente preoccupante che stiamo vivendo».
Queste disuguaglianze si prolungano nelle pratiche funerarie, negli spazi memoriali e nei racconti storici e sollevano numerose questioni collettive e politiche, in particolare in materia di diritti, infrastrutture pubbliche, accesso all’informazione e a prestazioni sociali di qualità. «Troppo spesso le donne e le persone minoritarie sono discriminate e vittime di violenze durante la loro vita, per poi essere rese invisibili dopo la morte. Attraverso il ricco programma di questa Settimana, riaffermiamo la nostra esigenza di giustizia sociale e di uguaglianza», evidenzia Christina Kitsos, Vicepresidente del Consiglio amministrativo della Città di Ginevra, responsabile del Dipartimento della coesione sociale e della solidarietà.
Una programmazione pluridisciplinare e impegnata
Questa 16ª edizione, organizzata congiuntamente dal Servizio Agenda 21 – Città sostenibile e dalle Biblioteche municipali, in collaborazione con il Servizio delle pompe funebri della Città di Ginevra e numerosi enti partner, propone un programma ricco e accessibile. Incontri, tavole rotonde, laboratori, performance artistiche, mostre e momenti di raccoglimento collettivo scandiranno la settimana.
Tra gli appuntamenti principali, la registrazione dal vivo del podcast Les Couilles sur la Table aprirà la manifestazione; una cerimonia di omaggio alle vittime del patriarcato e l’inaugurazione del memoriale effimero «Immortelles» interrogheranno le assenze negli spazi della memoria; infine, la Settimana si concluderà con un dialogo con Hélène Giannecchini sull’amicizia, un legame importante ma privo di riconoscimento giuridico di fronte alla perdita e particolarmente significativo per le persone marginalizzate.
Una bibliografia tematica completa il programma e mette in luce la ricchezza dei fondi delle Biblioteche municipali, della Biblioteca Filigrane, dell’Infoteca dell’Alta scuola di lavoro sociale di Ginevra e delle Biblioteche dell’Università di Ginevra, offrendo risorse per alimentare la riflessione e il dibattito pubblico. «Le biblioteche sono spazi in cui aprirsi alla diversità dei racconti, delle esperienze e dei saperi. Per questa edizione della Settimana dell’uguaglianza riaffermano il loro ruolo: rompere i tabù e comprendere meglio le questioni che ci circondano, permettendo così scelte più consapevoli, sia a livello individuale sia collettivo», sottolinea Joëlle Bertossa, Consigliera amministrativa responsabile della cultura.












