lunedì, Febbraio 16, 2026

La Meyrinoise di Teodoro Mastroianni riceve il premio “Ciao Italia ici Genève”

Il premio “Ciao Italia ici Genève” è stato consegnato dal consigliere della SAIG, Francesco Decicco a Teodoro Mastroianni, ristoratore italiano attivo a Ginevra, dove da anni contribuisce alla valorizzazione della cultura gastronomica italiana in un contesto internazionale e multiculturale. Attraverso il suo lavoro ha saputo coniugare l’attenzione per la qualità della materia prima con una visione imprenditoriale sensibile all’evoluzione del gusto e alle esigenze di una clientela cosmopolita.

Il suo percorso professionale si inserisce nel solco della tradizione della ristorazione italiana, reinterpretata con sensibilità contemporanea e con particolare attenzione all’accoglienza e all’esperienza complessiva del cliente. La cucina che propone si distingue per l’equilibrio tra il rispetto delle radici calabresi e l’apertura all’innovazione della cucina italiana, riflettendo un approccio autentico e consapevole al mestiere di ristoratore.

Operare a Ginevra, crocevia di culture, istituzioni internazionali e comunità diverse, ha permesso a Teodoro Mastroianni di sviluppare una visione ampia del valore culturale del cibo, inteso non solo come espressione gastronomica, ma anche come strumento di dialogo, incontro e condivisione. In questo contesto, la ristorazione diventa un linguaggio capace di raccontare l’identità calabrese e italiana all’estero in modo contemporaneo e inclusivo.

Teodoro, quando e come nasce il tuo percorso nella ristorazione? C’è stato un momento decisivo che ti ha fatto capire che questa sarebbe stata la tua strada?

È un mestiere che mi ha appassionato fin da piccolo. All’età di 13 anni frequentavo già il ristorante di mio cugino in Calabria, dove ho imparato rapidamente le basi della ristorazione locale.
Prima dei 18 anni sono arrivato a Ginevra per continuare a esprimere questa passione lavorando in diversi ristoranti italiani nel Cantone. Qui ho affinato la mia professionalità, confrontandomi con una ristorazione fuori dai confini italiani, in un contesto dove prodotti e ambiente sono molto diversi rispetto all’Italia.

Che ruolo ha il territorio nella tua cucina e nel modo in cui costruisci i tuoi piatti?

Con il tempo ho imparato che il palato del cliente determina molto il modo in cui un ristoratore deve lavorare. Nel Cantone di Ginevra la clientela conosce bene i sapori e i gusti italiani. Per questo i miei piatti vengono rivisitati in base alle esigenze del cliente, senza mai perdere l’identità, la paternità e l’equilibrio delle ricette tipicamente calabresi e italiane.

Quanto conta per te la qualità della materia prima e il rapporto con produttori e fornitori?

Nei miei ristoranti ho sempre cercato con costanza materie prime di eccellenza, privilegiando firme culinarie italiane. Non mi sono mai basato principalmente sul prezzo, ma sulla qualità di prodotti come farina, pasta e ingredienti fondamentali per esprimere l’italianità culinaria.
Scelgo con attenzione i produttori che possano soddisfare prima le mie esigenze professionali e poi quelle dei miei clienti.

Cosa vuoi che un cliente porti con sé dopo aver mangiato nel tuo ristorante, oltre al ricordo del piatto?

È una bella domanda. Io e la mia équipe lo capiamo quando vediamo i clienti tornare spesso, e posso dire che succede molto frequentemente. Riceviamo tanti riscontri positivi e i clienti abituali ci aiutano a migliorarci ogni giorno. Per questo ringrazio sinceramente tutti coloro che hanno contribuito al nostro percorso e al nostro successo.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nella tua carriera di ristoratore?
Dopo tanti anni di esperienza in ristoranti che mi hanno fatto crescere professionalmente, decidere di aprire un ristorante tutto mio è stata la sfida più grande. Da un lato ero fortemente motivato, dall’altro avevo il timore di non essere all’altezza. Col tempo ho capito che tutto ciò che avevo imparato mi stava accompagnando nei miei primi passi da piccolo imprenditore nella ristorazione.

Cosa significa oggi, per te, fare impresa nella ristorazione?

Oggi posso dire che fare impresa significa avere esperienza, capacità di riflessione e lucidità nelle scelte, affrontando la concorrenza senza mai abbassare la qualità del servizio. È fondamentale mantenere coerenza, professionalità e rispetto per il cliente.

Come accoglie la clientela il fatto che il ristorante si chiami “La Meyrinoise”, nome tipico del Comune di Meyrin, ma proponga cucina italiana?

Il ristorante, già dagli anni Ottanta, ha una connotazione tipicamente italiana ed è conosciuto come tale. Il nome è legato al territorio, ma l’identità italiana è sempre stata chiara e riconosciuta dalla clientela.

Considerando la vicinanza al CERN, che ruolo pensi abbia la tua cucina nel panorama gastronomico internazionale?

A Meyrin ci sono diversi ristoranti italiani di qualità, e la clientela non arriva solo dal CERN, ma anche dalle città limitrofe. La cucina italiana ha un fascino e una notorietà che vanno oltre i confini, ed è apprezzata da persone di culture diverse. La nostra forza è non illudere mai il cliente e restare fedeli alla qualità.

Cosa rappresenta per te il premio “Ciao Italia ici Genève”?

È un’iniziativa importante che aiuta i ristoranti italiani a valorizzare l’italianità culinaria a Ginevra e a creare un senso di unione tra noi italiani all’estero, sotto un’unica bandiera culturale e gastronomica.

Ringraziamo Teodoro Mastroianni per questa testimonianza, preziosa anche per le nuove generazioni di ristoratori. La Notizia di Ginevra gli augura il meglio per il suo futuro professionale.

CV

Avec l'appui de la Ville de Genève ( Département de la Cohésion Sociale et de la solidarieté)

Elleti all'estero

On. Simone Billi
On. Toni Ricciardi
On. Federica Onori
Sen. Andrea Crisanti

Partner

Related Articles

Categorie popolari