Crans-Montana, Svizzera – Il nuovo anno si è aperto nel segno della tragedia nella rinomata località turistica vallesana. Poco dopo l’1:30 della notte di Capodanno, una violenta esplosione all’interno del bar Le Constellation, nel centro di Crans-Montana, ha provocato una delle pagine più drammatiche della recente cronaca svizzera.
La polizia cantonale ha parlato fin da subito di un “grave incidente”, escludendo l’ipotesi di un attentato. Le cause dell’esplosione restano tuttora oggetto di indagine.
Secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa, il bilancio è gravissimo: 40 morti e 119 feriti, molti dei quali in condizioni critiche. I feriti sono stati soccorsi e trasferiti in diversi ospedali, in particolare a Sion, Losanna, Ginevra, Zurigo e Milano.
L’evento ha scosso profondamente non solo la Svizzera, ma anche i Paesi confinanti. Fin dalle prime ore successive al disastro si è attivata una vasta rete di solidarietà, a partire dall’Italia. L’Ambasciatore d’Italia a Berna, S.E. Gian Lorenzo Cornado, si è recato tempestivamente sul posto, incontrando i connazionali coinvolti e disponendo l’attivazione di una task force con la collaborazione del Consolato e della Console Generale d’Italia a Ginevra, Nicoletta Piccirillo, per garantire assistenza e supporto alle famiglie.
Tra i feriti figura anche Alessandra Galli De Min, Presidente della Famiglia Bellunese di Ginevra, che ha riportato ustioni di secondo grado ed è stata eliportata all’ospedale Niguarda di Milano, centro di eccellenza europeo per la cura di questo tipo di lesioni.
“Non doveva nemmeno essere lì, ha raccontato la sorella Elena Galli, era andata nel locale solo per accompagnare il nipote di un’amica, per farle un favore. Una casualità che dire sfortunata è poco”.
La SAIG si stringe alla famiglia, con l’auspicio di poter rivedere al più presto Alessandra tra noi.
Il giorno successivo alla tragedia, il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, accompagnato dal Presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard, ha deposto un mazzo di fiori davanti al locale distrutto dall’esplosione.
Tajani ha definito “molto positiva” la collaborazione con le autorità elvetiche. “Siamo al lavoro – ha aggiunto – c’è una task force operativa, con la presenza costante dell’Ambasciatore e del Console Generale”. Il Ministro ha poi incontrato e si è intrattenuto con le famiglie dei giovani coinvolti nel disastro.
Successivamente, Tajani ha scritto un messaggio su X: “Ho voluto essere qui a Crans-Montana per essere vicino ai familiari delle vittime e a chi nutre la speranza di riabbracciare un proprio caro. Insieme alle autorità svizzere, alle quali ribadiamo solidarietà e sostegno, stiamo facendo tutto il possibile per affrontare questa emergenza”.
Anche le istituzioni italiane elette in Svizzera hanno espresso il proprio cordoglio. Attraverso Michele Scala, Coordinatore dell’InterComites e Presidente del Comites di Losanna (VD e VS), è stata manifestata una profonda vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti e all’intera comunità colpita.
“In questo momento di grande dolore – ha dichiarato Scala, accompagnato da Domenico Silleri, Corrispondente Consolare della zona – desideriamo esprimere solidarietà alle autorità locali e a tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza, riconoscendone il grande senso di responsabilità e l’impegno umano e professionale”.
“Rinnoviamo la nostra vicinanza a chi soffre, condividendo il lutto e auspicando che la memoria delle vittime resti viva nel sentimento collettivo delle nostre comunità”.
Nel frattempo, le autorità hanno fornito un aggiornamento sulle identificazioni: “71 delle persone identificate sono svizzere, 14 francesi e 11 italiane. Tra le vittime figurano anche quattro serbi, un bosniaco, un belga, un lussemburghese, un polacco e un portoghese. Per 14 persone la nazionalità è ancora ignota”, ha spiegato Frédéric Gisler, comandante della polizia cantonale del Vallese. “La priorità è dare un nome a tutte le vittime”.
È stato inoltre annunciato che venerdì 9 gennaio sarà giornata di lutto nazionale: alle ore 14.00 tutta la Svizzera osserverà un minuto di silenzio, accompagnato dal suono delle campane. A comunicarlo è stato il Presidente della Confederazione Guy Parmelin.
Ogni Paese colpito da questa tragedia piange i propri morti e spera per la guarigione dei feriti. Oggi non è il tempo delle responsabilità, ma della riflessione: occorre rafforzare la prevenzione affinché simili tragedie non si ripetano, ponendo maggiore attenzione alla sicurezza nei luoghi ad alta concentrazione di persone.
Abbiamo il dovere di proteggere i nostri giovani, affinché possano continuare il loro cammino e vivere pienamente il dono prezioso della vita.
La strage di Crans-Montana ha colpito soprattutto una generazione piena di gioia e di sogni, una generazione che guardava al futuro con speranza. Oggi restano solo nomi, silenzi e una domanda che pesa più di tutte: perché?
La SAIG coglie questa opportunità per rinnovare la propria solidarietà e stringersi al dolore delle famiglie colpite da questo tragico disastro.
C. Vaccaro











