Come è nata l’idea di questa giornata?
Dopo sei anni di presidenza alla Dante Losanna durante i quali si era creata una bella collaborazione con la Sezione di Italiano dell’UNIL, sono rimasta nel Consiglio Direttivo come responsabile dei rapporti con le scuole. Ho perciò pensato di avviare una consultazione con le capofila per la lingua italiana dei licei del Vaud. Volevo capire quali argomenti potessero essere di loro interesse. Ho proposto di lavorare sul giornalismo, sulle notizie, sulle fake news, su temi che sviluppassero lo spirito critico degli studenti, tenendo anche conto dei rischi cui sono esposti tramite i cellulari, i social, l’intelligenza artificiale, internet in generale.
Questa proposta ha ricevuto subito un grande consenso. Abbiamo perciò formato un gruppo di esperti, con i quali avevo già avuto l’occasione di lavorare in passato. Abbiamo unito le loro competenze giornalistiche professionale con le mie competenze nella didattica e abbiamo sviluppato un progetto su misura per gli studenti di italiano nelle scuole svizzere. L’UNIL ha accolto calorosamente l’iniziativa che così aggiunge ai propri obbiettivi la transizione tra scuola secondaria e università.
Quale è stata la risposta da parte di studenti e insegnanti?
È stata sorprendente, nel giro di un paio di giorni sono arrivate richieste per trecento studenti. Siamo stati costretti a chiudere le iscrizioni e ad aggiungere una seconda giornata di formazione. Solo il tempo di prendere questa decisione ed erano già arrivate altre iscrizioni, che abbiamo dovuto rimandare all’anno prossimo.
Come si articolerà questa giornata e qual è il suo obiettivo
Sarà divisa in due per permettere a più studenti di partecipare. Al mattino e nel primo pomeriggio ci saranno quattro lezioni frontali di mezz’ora ciascuna in cui quattro professionisti cercheranno di spiegare agli studenti l’importanza di un’informazione corretta e di qualità, come distinguere le notizie vere da quelle false, dove andare a cercare informazioni, come circostanziare un fatto e come valutarne l’importanza per i lettori, e in generale per la società, come funziona una redazione.
Le lezioni saranno tenute dalla giornalista e scrittrice Sabrina Pisu, che lavora per la RSI, scrive per il settimanale L’Espresso, ha pubblicato libri con Einaudi e ha ricevuto diversi premi giornalistici internazionali, da Fabio Lo Verso, giornalista, ex corrispondente parlamentare, fondatore di La Cité, ex direttore di Courrier, docente e attuale direttore del Corriere dell’Italianità,
Lorenzo Tomasin, filologo, linguista, professore ordinario all’Università di Losanna, accademico della Crusca, giurato del Campiello oltre che storico collaboratore di diversi giornali, come la Domenica del Sole 24 Ore o il Corriere del Ticino e Lara Ricci, curatrice del progetto insieme a me, giornalista culturale, curatrice delle pagine di Letteratura della Domenica del Sole 24 Ore, incaricata del laboratorio di giornalismo della sezione di italiano dell’Università di Losanna, codirettrice artistica del festival di letteratura e traduzione Babel di Bellinzona.
Successivamente agli studenti sarà chiesto di mettere in pratica quanto appreso in quattro laboratori, uno sulle fonti, l’altro sullo smascheramento delle fake news, uno sulla scrittura di notizie in breve, di cui mi occuperò io e infine uno su come si costruisce una prima pagina. I laboratori saranno ripetuti in modo da dare agli studenti la possibilità di seguirne almeno due. Al pomeriggio il programma si ripeterà per un secondo gruppo di studenti. Inoltre, agli insegnanti è stato fornito materiale didattico, predisposto per preparare l’incontro ma anche per approfondire in seguito, se lo desiderano.
Si tratta di un’iniziativa unica o ci sono progetti per il futuro.
Ci sono progetti per il futuro. Sappiamo quanto sia sempre più necessario che i ragazzi imparino a distinguere le notizie vere da quelle false, che capiscano come formarsi un’opinione a partire dai fatti, che conoscano come e dove informarsi, che sappiano mettere in dubbio quello che leggono e poi come verificarlo, ma anche che imparino a scrivere una notizia, perché saper scrivere una notizia significa innanzitutto saper leggere, saper capire quel che c’è scritto, poi significa sapere organizzare un pensiero e formularlo correttamente. Pensiamo anche sia importante che capiscano la bellezza e l’importanza di questo mestiere per la democrazia, così come l’importanza di essere lettori attenti.
Per l’anno prossimo, dunque, contiamo di chiedere un finanziamento per poter rispondere alle molte domande arrivate e renderlo disponibile a un numero maggiore di scuole nel cantone di Vaud, di Ginevra, o anche in Ticino.
La Redazione











