Lo scorso 5 febbraio, nella prestigiosa cornice del Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra, l’Italia ha celebrato l’avvio del proprio nuovo mandato presso il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per il triennio 2026-2028 con un evento culturale di alto profilo. Il concerto “Da Morricone a Bacalov: la musica e lo schermo del cinema del Sud Italia” ha infatti richiamato un pubblico numeroso e qualificato, composto da diplomatici, funzionari delle Nazioni Unite e rappresentanti della società civile, del settore privato e del mondo accademico, confermando il forte interesse verso le iniziative culturali promosse dal nostro Paese in ambito multilaterale.
La Direttrice Generale dell’ONU di Ginevra, Tatiana Valovaya, ha aperto il concerto offrendo una riflessione sul valore della musica nel contesto delle relazioni internazionali. Nel suo intervento, ha sottolineato come “la musica, nel suo naturale intreccio con la diplomazia culturale, rappresenti un potente strumento di dialogo tra i popoli, capace di superare barriere linguistiche e culturali e di affermarsi come un autentico linguaggio universale di pace”.
A seguire il Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra, S. E. l’Ambasciatore Luigi Maria Vignali, che ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa nel contesto del nuovo incarico italiano. S.E. Vignali ha definito il concerto “una testimonianza concreta del potere universale della musica e del cinema come strumenti di dialogo, comprensione reciproca e cooperazione culturale, capaci di contribuire in modo significativo alla costruzione della pace tra le nazioni”.
L’evento, svoltosi nella Sala delle Assemblee del Palazzo delle Nazioni Unite, ha offerto al pubblico un viaggio immersivo ed emozionale attraverso alcune delle più celebri colonne sonore del cinema italiano, accompagnate da immagini tratte da film iconici ambientati nel Sud Italia. Da Il Gattopardo a Baarìa, passando per Nuovo Cinema Paradiso e Il Postino, il concerto ha raccontato, attraverso musica e immagini, l’identità culturale, la memoria collettiva e il paesaggio umano e sociale del Mezzogiorno, restituendone la ricchezza e la profondità espressiva.
Con questo spirito di apertura e dialogo, l’Italia intende affrontare il proprio nuovo mandato presso il Consiglio per i Diritti Umani, riaffermando il ruolo della cultura come veicolo privilegiato di valori condivisi, inclusione e rispetto dei diritti fondamentali. In tale contesto, il Paese ha espresso la propria gratitudine alle Nazioni Unite per l’opportunità di presentare un’iniziativa capace di coniugare eccellenza artistica e impegno istituzionale.
Il concerto è stato organizzato nell’ambito del progetto MUSIC4D – Il Conservatorio nell’Era Digitale, un’iniziativa innovativa che riunisce diversi Conservatori e Università del Sud Italia sotto il coordinamento del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo. Il progetto si pone l’obiettivo di formare una nuova generazione di musicisti, capaci di integrare la tradizione musicale con l’uso consapevole delle tecnologie digitali applicate alla produzione musicale creativa, favorendo al contempo la collaborazione tra istituzioni accademiche e artistiche del territorio.
Protagonista della serata è stata l’orchestra, composta da giovani e promettenti talenti, che ha offerto una performance di altissimo livello artistico sotto la direzione di Michelangelo Galeati dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L’esecuzione, apprezzata e applaudita dal pubblico presente, ha messo in luce non solo l’eccellenza della formazione musicale italiana, ma anche la capacità delle nuove generazioni di interpretare e rinnovare un patrimonio culturale di valore universale.
Attraverso eventi di questo calibro, l’Italia continua a proporsi come punto di riferimento per la promozione della cultura a livello globale, utilizzando il linguaggio universale dell’arte come strumento di dialogo e cooperazione internazionale. Il concerto, seguito con grande attenzione e apprezzamento dai presenti, ha rappresentato una sintesi efficace del savoir-faire italiano, espressione di una tradizione musicale e culturale che l’Italia e i suoi artisti hanno saputo esportare nel mondo, contribuendo a rafforzare l’immagine del Paese come ambasciatore di cultura, creatività e valori condivisi.
Carmelo Vaccaro











