Il 21 gennaio scorso, si è tenuto il tradizionale incontro di auguri per il nuovo anno tra Christina Kitsos, vicepresidente del Consiglio amministrativo della Città di Ginevra con la delega al Dipartimento della coesione sociale e della solidarietà, e le numerose associazioni a carattere sociale attive sul territorio comunale. All’evento hanno preso parte circa 240 persone, in rappresentanza di 150 associazioni locali, a testimonianza della vitalità e della molteplicità del tessuto associativo cittadino. Si tratta di un appuntamento ormai consolidato che va oltre la semplice cerimonia: è un momento istituzionale e insieme informale di dialogo, confronto e riconoscimento reciproco tra le istituzioni municipali e le realtà del sociale.
Il tema scelto per la serata, “Il potere di agire: dai percorsi individuali al progetto collettivo”, ha offerto la cornice per riflettere sulla capacità delle comunità e delle associazioni di incidere sulla realtà sociale, rinforzare i legami di solidarietà e promuovere l’inclusione. Questo concetto è stato presentato come elemento chiave dell’azione del Dipartimento, che intende sollecitare una presa di responsabilità collettiva e valorizzare il ruolo di ogni attore, volontari, professionisti, cittadini e istituzioni, nella costruzione di risposte condivise alle sfide sociali contemporanee.
Nel suo intervento Christina Kitsos ha proposto una profonda riflessione sul tema del tempo, mettendo in relazione la frammentazione temporale della società contemporanea con la capacità di agire. “La società dell’accelerazione permanente in cui viviamo trasforma profondamente il nostro rapporto con il tempo, con noi stessi e con gli altri, così come con l’ambiente”, ha osservato. Ha sottolineato come questa percezione di carenza di tempo, la sensazione di dover tutto ottimizzare, pianificare e monetizzare, finisca per frammentare le relazioni sociali, aumentare le disuguaglianze e generare costi economici e umani rilevanti. Con efficacia, la consigliera ha invitato a non considerare il tempo solo come una risorsa da sfruttare, ma come uno spazio da condividere: un tempo di prossimità che consenta di ricostruire relazioni e capacità collettive di intervento.
Christina Kitsos ha inoltre insistito sull’importanza di fermarsi, ascoltare e costruire insieme risposte sostenibili. “Il tempo e il potere di agire sono intimamente legati”, ha detto, invitando a pratiche che favoriscano la condivisione temporale e l’ascolto reciproco come strumenti concreti per contrastare la frammentazione. Non si tratta, ha precisato, di rinunciare al dinamismo sociale, ma di reinvestire parte delle nostre quotidianità nella costruzione di relazioni sociali che permettano di agire con efficacia sul territorio.
Ha poi ricordato come il lavoro quotidiano delle associazioni sia fondamentale per dare concretezza alle politiche di coesione sociale: dalle azioni di prossimità ai servizi dedicati alle persone più fragili, dalle iniziative culturali inclusive ai percorsi di mediazione interculturale, sono queste realtà che traducono le linee politiche in interventi concreti. Per questo motivo Christina Kitsos ha voluto esprimere un ringraziamento caloroso e riconoscente a tutte le associazioni presenti e a tutte le collaboratrici e i collaboratori del Dipartimento, riconoscendone impegno, competenze e dedizione al servizio della popolazione ginevrina.
La serata è proseguita con le testimonianze di tre personalità che hanno portato esperienze dirette e prospettive concrete sul tema: Corinne Bonnet Mérier, presidente del Club in sedia a rotelle di Ginevra, che ha evidenziato le questioni legate all’accessibilità e all’autonomia delle persone con disabilità; Melete Solomon Kuflon, consigliera comunale e fondatrice dell’Associazione delle mediatrici interculturali, che ha parlato delle pratiche di mediazione e della costruzione di percorsi di integrazione; ed Eric Chevalier, operatore sociale ed ex coordinatore del progetto Male Sex Work presso l’associazione ASPASIE, che ha condiviso riflessioni sull’importanza di accogliere e comprendere percorsi spesso marginalizzati. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Maude Jaquet del Courrier, la quale ha guidato una discussione attenta e di alto livello, stimolando interventi mirati dai partecipanti e mettendo in luce possibili vie operative.
Dopo il confronto formale, la serata si è aperta a scambi più informali, permettendo ai rappresentanti delle associazioni e agli interlocutori istituzionali di proseguire il dialogo, approfondire collaborazioni e mettere in rete iniziative complementari. Tali momenti di incontro, spesso meno visibili ma altrettanto importanti, favoriscono la nascita di progetti.











