L’esposizione di Maria Lopo, recentemente presentata a Ginevra, ha lasciato un’impressione profonda nel pubblico. Fin dalle prime opere, i visitatori sono stati catturati da un linguaggio visivo potente, fatto di luce, materia e memoria: una pittura astratta capace di trasformare emozioni e sensazioni in armonie visive.
L’arte di Maria Lopo trae ispirazione dal Salento e, in particolare, da San Foca, luogo in cui l’artista trascorre l’estate per ritrovare energia e nutrire la propria ricerca creativa. Le sue tele evocano paesaggi interiori e suggestioni intime, in cui colore e materia si intrecciano con una sensibilità immediatamente riconoscibile e profondamente personale.
La serata è stata ulteriormente arricchita dalla partecipazione di Massimo Laguardia e di sua moglie Anna Rita Corvaglia, originaria del Salento. Massimo, percussionista italiano di origine palermitana e docente di tamburo e musica popolare italiana, tiene corsi anche presso l’ADEM. Insieme ad Anna Rita, che ha danzato la pizzica, hanno portato un’energia coinvolgente e autentica, amplificando la forza emotiva delle opere e creando un momento di intensa connessione tra pittura, musica e movimento.
Il vernissage ha confermato la capacità di Maria Lopo di trasformare intuizione e libertà creativa in opere che parlano direttamente all’anima dello spettatore. La mostra si configura così come un’esperienza viva e memorabile, in cui colore, materia ed emozione si incontrano, lasciando un segno duraturo nella memoria del pubblico.












